Negli occhi si può ‘leggere’ precocemente il rischio di problemi vascolari

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I poeti considerano gli occhi una finestra sull’anima. Più prosaicamente, potrebbero anche essere definiti finestre dei nostri vasi sanguigni. Il fondo dell’occhio è molto ben rifornito di sangue. Deve essere così, in modo che gli oltre 100 milioni di fotorecettori nella retina e le cellule nervose ad essi collegate possano fare il loro lavoro.
Allo stesso tempo, le arterie e le vene possono essere osservate e fotografate attraverso la pupilla senza molto sforzo.
Grazie a un software di autoapprendimento, che potrebbe aiutare a rilevare problemi in una fase iniziale. In questo modo, in futuro, potrebbe essere possibile rilevare i primi segni di aterosclerosi (inspessimento delle arterie), che può avere importanti ricadute a livello cardiovascolare, essendo la principale causa di infarto e ictus, nonché di arteriopatia periferica (PAD).

A descrivere questo processo è uno Studio dell’Università di Bonn, pubblicato su Scientific Reports.

“Poiché di solito non causa alcun sintomo nei primi anni, la diagnosi viene spesso fatta solo quando si è già verificato un danno secondario” spiega il dottor Nadjib Schahab, uno degli autori dello studio.

“Le conseguenze – aggiunge – possono essere drammatiche. A lungo termine, problemi circolatori progressivi alle gambe e alle braccia possono anche portare all’amputazione. Inoltre, il rischio di infarto o ictus fatale è notevolmente aumentato, anche nelle prime fasi della malattia”.

Lo studio

La diagnosi precoce è quindi molto importante per poter curare in tempo le persone colpite. E una rete neurale convoluzionale (Cnn), appunto il software considerato, sembra essere in grado di rilevare i cambiamenti vascolari precoci.

Lo studio ha considerato 97 immagini dell’occhio acquisite più altre 34 da soggetti sani.

“Un buon 80% di tutte le persone colpite – conclude – è stato identificato correttamente, se prendiamo in considerazione un 20% di falsi positivi, ovvero individui sani che l’algoritmo ha classificato erroneamente come malati. È sorprendente, perché anche per gli oftalmologi addestrati, la Pad non può essere rilevata dalle immagini del fondo oculare”.

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